You are currently browsing the category archive for the 'E' category.
Sono fottuamente emotivo (ho moderato un po’ il titolo!
)! Si, lo so che fottuto è volgare, ma almeno rende l’idea del fastidio che provo ad essere così!
Giusto pochi esempi pratici, per rendere un minimo l’idea:
- V in chat, mi manca un po’ il respiro e lievissimo giramento di testa! Allora provo un attimo a contattarla, non risponde, saluto comunque dicendo che mi sto scollegando (stavo per andare via), esco con le palle girate! (E con nessuna risposta!)
- Aula studio, pausettina di qualche minuto, il mio amico guarda dentro e dice: “guarda chi si è seduto di fronte a noi, la biondina amica tua!”! Con lo stesso appellativo ogni tanto ci si riferisce anche ad E, il mio pensiero quindi va a lei e non alla mia amica compagna di studi, ci guadagno un attacco di tachicardia per nulla!
- Devo fare una domanda ad una compagna di corso che non conosco, non me ne frega un tubo di lei, però rimane pur sempre il fatto che non ci ho mai parlato! Mi inceppo con la lingua e mi mangio qualche vocale qui e lì! (Spero di aver dissimulato un po’ la timidezza!)
- L’unica volta che mi è capitata accanto la ragazza che più mi piace in facoltà (si parla di qualche mese fa eh!) le ho chiesto se poteva dare un’occhiata ai portatili mentre ci allontanavamo per la pausa pranzo, ci credete che mi hanno dovuto raccontare che ho fatto? Io ricordo solo qualche giramento di testa ed una rinnovata balbuzie! Tradunt, e sottolineo tradunt, che abbia indicato i portatili, che lei abbia già capito la richiesta rispondendo sì, che io avendo il mio discorso mentale pronto abbia comunque formulato la domanda (sempre inceppandomi qua e là), che lei abbia nuovamente risposto si e che infine io abbia fatto ok in stile Fonzie (ma porca putt …!) per dire di aver capito! Un deficiente insomma … Il bello è che sotto alcool sono molto più sano! o_O
- Cambiando genere, io a lezione oppure alle assemblee non faccio mai domande! Anche quando ne ho di intelligenti preferisco evitare oppure delegare ad un compagno di banco la richiesta! Appena mi sento gli sguardi sopra vado in panico, sbianco e non riesco a formulare in modo lineare la domanda, rischiando addirittura di dimenticare quel che volevo chiedere!
Se mi si dà confidenza poi mi ci abituo e mi tranquillizzo, ma il primo discorso, la prima parola o comunque il primo contatto è sempre un dramma! Se non ci rimedio la figura del deficiente non sono contento! o_O (Per la cronaca, V l’ho conosciuta poco alla volta, forse è per questo che non le ho dato quest’impressione! ^_^) (Almeno in principio! o_O)
Nota: 7 luglio, risale al periodo in cui mi piaceva E e rischiavo di non vederla più (per sempre). Direi che a rileggerlo mi fa proprio ridere, soprattutto per la frase finale, che mi suona talmente melensa e ridicola da chiedermi se sia stato proprio io a scrivere queste parole! ^_^
Desiderio di averti qui, accanto, ora. Desiderio di assopirmi abbracciato con la tua schiena sul mio petto, mano nella mano. Desiderio di tuoi sussurri, nel silenzio della notte. Desiderio di dolcezza, che solo tu puoi darmi.
Considerato che son cocciuto & molesto io un messaggio privato l’ho scritto! Poi che sarà sarà! E quando leggerà leggerà! Meglio un popò di figura oggi che il rimorso domani!
Ho esitato un pò a scriverti e difatti non sono tuttora sicuro che sia il caso (a conti fatti non c’è questa gran confidenza)! ^_^ Desideravo giusto congratularmi per la tua laurea, non ho avuto l’onore di chiamarti dottoressa ed un pò mi è dispiaciuto!
![]()
Prima di andare via ti ho intravisto dall’alto mentre esponevi la tua tesi ma non volendo metterti a disagio sono sparito subito! ^_^ I miei migliori auguri dunque, spero che trascorra delle splendide vacanze e ti goda al meglio questo meritato riposo!
![]()
Amaro retrogusto queste lauree. Ti ho visto, mi son complimentato, eri divina. Trovo volgari le ragazze truccate, ma non è il tuo caso. Eri perfetta in tutto, emanavi felicità con tanta grazia e delicatezza che quel sorriso di ringraziamento ed il tuo sguardo gentile mi hanno accarezzato l’animo e tranquillizzato lo spirito. Ne avevo bisogno, questo studio fa scorrere troppo acidume nelle mie vene; è una constatazione: vederti mi fa stare bene (ed odio dover celare questo sentimento).
Non so se continuerai con lo studio o se ti fermerai, ed ora non ho più la possibilità di incontrarti, ma da qui, senza che tu possa ascoltare, ti mando i miei più sentiti auguri sperando nel più lucente degli avvenire e nel futuro migliore che tu possa desiderare.
Domani laurea di E. Dall’ultima volta che ci siamo visti (quelle due chiacchere fugaci per scoprire che si sta laureando) non è cambiato nulla. Nonostante abbia avuto l’opportunità non si è fatta sentire mezzo social network.
Domani io, come sempre, sarò in facoltà a studiare (dannatissimo sprint finale), lei invece sarà a pochi metri da me a laurearsi.
Come io non ho alcun interesse a conoscere ragazze in questi ultimi giorni da fuorisede così penso sia anche per lei. Anche perché, appena presa la laurea, sarò l’ultimo dei suoi pensieri. Una ragazza che vedo di sfuggita probabilmente per me lo sarebbe, nelle sue stesse condizioni.
Quindi domani (al 99.999%) sarà l’ultima visione di quest’anno accademico, sicuramente circondata da amici e parenti che non le lasceranno uno spiraglio libero. Sono contento per lei (la mia stima nei suoi confronti è altissima), ma ciò non toglie che un pò mi rattristi poter al massimo farle un saluto finale senza averle chiesto un tête-à-tête!
I pensieri sono quanto di più intimo si possa avere, alcuni li sveliamo, altri li confessiamo, mentre altri ancora li custodiamo con gelosia.
In questa notte io mi chiedo quale sia il tuo pensiero. Tutti facciamo una prima impressione, qual’è stata la tua? Cosa ne pensi di quei rari sguardi che mi regali? E di me?
Settimana che viene VS pensiero fisso:
- Lunedì (domani) studio per l’esame, gran ripasso finale e sicuramente non ti vedo
- Martedì esame, subito dopo parto per una città non troppo vicina per una laurea a cui non posso mancare nemmeno sotto tortura
- Mercoledì laurea
- Giovedì se ne approfitta e si gira la città non troppo vicina per poi ritornare a casa di sera
- Venerdì (18 luglio, molti esami si sono conclusi in quella data), come d’altronde tutto il week end (se non tutta l’estate), presumibilmente te sarai già a casa tua
Bene, ho il presentimento che quest’estate (i primi di agosto) tornerò un pò incazzato. E con questo non dico che parlandoti nascerebbe sicuramente qualcosa, ma il dubbio è peggio.
Ocheì, stiamo calmi, è arrivata la seconda manna dal cielo, ora devo giocarmela bene. Come chiunque mi legga sa, ho un pensiero fisso. Di questo pensiero conosco nome e cognome. E facoltà.
Quando faccio qualcosa di particolarmente inutile (come vedere un film insulso tipo Come tu mi vuoi, e con questo ammetto di aver molto peccato e di aver cercato l’autoflagellazione nel film stesso) cerco il mio pensiero fisso. Utilizzando il nome ed il cognome, s’intende. No, la facoltà non serve.
Nella mia mente la cosa più furba è stata cercarla nei social network. Io ne sono iscritto a due e … e … e … siiiiii, stava in uno di questi!
Ora devo sistemare un pò la mia pagina personale, mettere qualche foto decente, sembrare un minimo appetibile e spacciarmi per quello che sono … No, l’ultima no, non è bello andare in giro dicendo di essere pazzi (e mi salvo in calcio d’angolo aggiungendo d’amore)!
Facciamo che devo giusto sistemare un pò di foto e basta!
Cosa? Allora te ne sei accorto? (Se non ti sei accorto di nulla il post finisce qui!
) Già, proprio così, seconda manna dal cielo! E la prima? La prima è stata quella che mi permette di salutarla, no? Non ricordo se l’ho già scritto o meno (sono un soggetto ben predisposto all’Alzheimer!), ma son riuscito a salutarmi con E grazie ad una presa difettata!
Spiego subito: siamo soliti studiare con il portatile e, da degna università del terzo mondo, abbiamo una sola presa in aula studio, cosa che (ma guarda che sfortuna! ^_^) ci obbliga a stringerci intorno a questa come dei terremotati!
Quel giorno volle che la luna, Saturno, Venere, Marte, l’apollo 12, Cassiopea e uno sciame di coccinelle fossero allineati tra di loro per incastrare irrimediabilmente la sua presa del portatile alla mia tripla! E da quel giorno saluto fu!
Direi che di manne dal cielo ne ho avute già due e di non pretendere troppo ora, quindi è arrivato il momento di agire! Ora ci dormo su, domani si sistema un pò la paginetta e poi si pensa un commento simpatico tale da permettere anche una conversazione in facoltà! Dai che ce la posso fare!
La scena scorre, immutabile, seguendo sempre lo stesso schema logico, solo la cornice cambia.
Io prendo uno spiraglio di pausa dallo studio, lei sta chiaccherando con un’amica, ci passiamo vicino, ci salutiamo, uno sguardo curioso da parte di entrambi e poi tutto finisce lì, per reiterare similare al prossimo ciclo.
Nonostante la ripetitività delle vicende nulla cambia: la mia testa si svuota, il cuore pulsa con tutto se stesso, la terra inizia a mancarmi sotto i piedi e le parole vengono meno, sostituite, nel migliore dei casi, da un balbettio sommesso; ed io cerco di oppormi, di reagire e di fare un passo nonostante tutti questi handicap, ma nulla, non mi viene in mente nulla: bianco totale!
E quindi ne approfitto ora, che sono a mente fredda, per abbozzare qualche frase semplice semplice, magari può tornarmi utile dopo:
- Ciao, vorrei salutarti perché probabilmente queste saranno le ultime volte che ci vedremo, e probabilmente non solo per via dell’estate! (ndr: grazie prof. Infame)
- Che caldo! Ti andrebbe qualcosa di fresco al bar?
- Sono mesi he studiamo vicini ed ancora non conosco il tuo nome! Piacere, io sono Psicosi!
Altre non me ne vengono … Da evitare comunque frasi da cioccolatino come “da quale conchiglia sei uscita?” et similia!
Unico, insormontabile problema: la schiera di amiche da fendere per ergersi a lei!
Oramai non è più un mistero, sei lì, immobile, tra i miei pensieri. Troppe poche volte i nostri sguardi si sono incrociati, ma indelebile porto la traccia di quell’orizzonte sconfinato dentro me. Lentamente, come un fiocco di neve che cade cullandosi in aria, sei entrata in ogni battito della mia giornata e mi accompagni, inconsapevole, in ogni mio gesto.
Ingordo, continuo a cercare attimi di te, istanti eterni di cui nutrirmi per dar luce alle mie giornate. Testardo, riufiuto che sarai lontana dai miei occhi interminabili mesi. Esile, mi illudo in un umile contatto. Piccolo, mi intimorisco davanti alla tua adulata immensità. Codardo, mi rifugio nella mia mente per non perdere quel labile legame che mi tiene vicino. Sognatore, immagino io e te, in un caldo abbraccio, illuminati dal chiarore della luna riflessa al suono dei flutti marini. Malinconico, scrivo queste righe …
(John Cale – Hallelujah)

Commenti Recenti