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La verità è che vedere le gnocche fuoriserie mi fa rabbia come poche cose: mi vien da prender a pugni il primo muro a portata di mano, da ribaltare un tavolo ed uscirmene fuori a pugni stretti, da darmi una manata in volta e gridare un grosso vaffanculo e via discorrendo!
Perché? Perché semplicemente è successo un anno fa e non mi è passata! Perché la bellezza femminile la sento amorale, nel senso che dentro una bella ragazza ci vedo corruzione, facendo perno sulla bellezza riescono tranquillamente a soggiogare il caro & stupido testosterone ed ottenere ciò che più le aggrada!
Lungi dal fare esempi politici, la verità è sotto gli occhi tutti i giorni: se sei figa ti ritrovi attorniata da ragazzi prostrati a tappetino. Poi crescendo ti ci abitui acquisendo un certo savoir fair ed una certa nochalance nelle conquiste.
Sfogo gratuito, e dopo stasera ho deciso che mi sta sul cazzo anche Megan Fox, troppo gnocca.
PS: Fateci caso: gli uomini che fanno la morale sono quasi sempre degli ipocriti, e le donne che fanno la morale sono invariabilmente quelle più brutte. (O. Wilde)
PPS: Dio se è difficile trovare qualcuna da amare!
Io conosco l’omino della pioggia. È un omino leggero leggero, che abita sulle nuvole, salta da una nuvola all’altra senza sfondarne il pavimento soffice e vaporoso. Le nuvole hanno tanti rubinetti. Quando l’omino apre i rubinetti, le nuvole lasciano cadere l’acqua sulla terra. Quando l’omino chiude i rubinetti, la pioggia cessa. Ha un gran da fare, l’omino della pioggia, sempre ad aprire e chiudere tutti i rubinetti e qualche volta si stanca.
(Gianni Rodari, L’omino della pioggia)
Giusto per dire che è tutto oggi che piove!
C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, libro finito un po’ di tempo fa ma di cui non ho mai avuto il tempo o la voglia di segnarmi qui le frasi che più mi son piaciute!
- Ho il cuore acuminato come le schegge di un’esplosione.
- Ho smesso di dire bugie perché ho perduto l’immaginazione ma non c’è nulla di affidabile nelle mie verità
- Dietro quegli occhi sereni si svolgeva un festino di demoni e lei non voleva essere la torta
- Spegnersi poco a poco come un lento tramonto autunnale
- (pag. 87) Sapere che solo io e quello che ora è suo marito ci siamo scopati una certa ragazza non mi tranquillizza, forse sarebbe meglio pensare a un numero indefinito di amanti, così non avrei un solo brutto muso nei miei incubi. A volte penso di non amare più una certa ragazza, che quell’amore sia morto, ma ogni notte, alle prime luci dell’alba, piccole creature voraci mi succhiano il cuore. Se lei avesse avuto tanti uomini sarebbe stato più facile dimenticarla, invece si ostina ad essere la donna ideale, il mio amore perfetto. Dato che non c’è verso di contaminare il suo ricordo, il suo ricordo contamina me. Questo è l’assioma: quando si è in due, c’è sempre uno che impesta l’altro.
- (pag. 129): Essere crudeli e antipatici con la gente non è bello ma calma i nervi. Neanche la tua vita è tutta rose fiori e così va il mondo. Se una certa ragazza mettesse su trenta chili smetterei di sentire la sua mancanza ma la memoria la rende sempre più bella, leviga i suoi tratti con tenerezza infinita e cancella i particolari imperfetti. Quando siamo crudeli con i nostri simili non pensiamo al loro dolore, pensare al dolore altrui non fa bene ai nervi. Non c’è nulla di più importante del proprio dolore ma forse anche una certa ragazza soffre sapendo che, dopotutto, l’amavo più di quanto abbia creduto.
- (pag. 154): Il tuo corpo bianco come la luna dei sogni. I tuoi occhi aperti su un enigma. Le tue mani sapienti. Scendo in fondo al mare e subito prima di morire tocco una pietra rotonda. La pietra mi riporta in superficie. Non cerco di capire cosa accade, mi sdraio sul tuo corpo e ascolto ciò che dicono le stelle. Una voce cerca di rompere l’incantesimo ma non ci riesce. Sei talmente tu, talmente bella. Un dono della morte. Il mio corpo non riesce a crederci, non credo al mio corpo. Il mio corpo si oppone come una stupida scienza tra te e me. Il tuo corpo si scioglie per lasciarmi entrare, il mio corpo è duro come la legge, come un patti di altri. Rincuncio al mio corpo e mi abbandono al tuo, rinuncio alla mia anima. Sei il vuoto nel mio cuore, il limite nel mio pensiero. (pag. 154)
Che soffra molto ma che non muoia (pag. 112, capitolo intero):
Uno vorrebbe che le persone fossero come si immagina che siano, uno fa di tutto per fare delle persone quello che vuole che siano. E’ quello che mi fa iincazzare della letteratura letteraria, i personaggi sono rigidi e deambulano per la trama come vasetti di conserva sul nastro trasportatore di una fabbrica: se si comportano ben lo fanno in modo pulito. Se sono cattivi agiscono con una malvagità perfetta. Se sono buoni e cattivi – allo stesso tempo – hanno un modo inquivocabile di esserlo. E’ quello che cerchiamo di fare con le persone, le trasformiamo in personaggi che devono agire come vogliamo noi. E’ quello che ho cercato di fare con una certa ragazza. Per anni ho creduto di avere il controllo e le è bastato un istante per lasciarmi basito. La sua vita ha svoltato in una direzione inattesa e la mia è andata in pezzi.
Le persone scendono dall’autobus e corrono verso le loro case perché hanno urgentemente bisogno del bagno. Le persone sanno che possono resistere quei duecento metri e lo fanno. Suonano violentemente alla porta e devono farsela addosso perché nessuno apre, perché chi doveva essere in casa non c’è e questo le persone non l’avevano previsto.
Quale uomo, per quanto tosto e in gamba, non se l’è mai fatta addosso? L’amore picchia più duro di Tyson, si muove meglio di Alì, è più veloce di Ben Johnson dopato. Puoi anche avere il 48 di piede, l’amore ti butta a terra e ti fa rotolare per tutta la stanza scorticandoti il culo. Perché tu te la faccia addosso all’amore basta un sospiro. So che c’è gente con denti sani e altri che invidierebbero un bruco. C’è gente che non ha mai un brufolo in faccia, c’è gente che vince tutte le scommesse: aiuta, ma non basta. Molti miei amici sono stati più stronzi di me con le loro donne e quelle sono ancora lì e si accontentano di quel che passa in convento. Non vorrei avere dei bambini con una certa ragazza né saperla appicicata a me. Mi piacerebbe fare un viaggio con lei, in Brasile magari. E baciarla, e darle due colpi, di tanto in tanto.
Certi uomini fanno fatica a rispettare le donne con cui stanno perché prima di innamorarsi di loro hanno avuto una storia con qualcuno che disprezzano. Sembra stupido ma sono cose che danno molto fastidio. Gli uomini non riescono ad accettare che le loro donne abbiano frequentato e concesso il proprio corpo a tizi palesemente inferiori. L. si lamenta sempre perché T. usciva con F., T. gli dice che è acqua passata, che non ha più importanza. L. pensa che T. e altri lo paragonino a F e per lui F. è un pezzo di carne putrida. Penso che L. si senta un pezzo di carne putrida e non lo sopporti. Secondo lui T. doveva scegliersi meglio il tizio destinato a precederlo. Quando il tizio precedente è ben messo è anche peggio, il fidanzato attuale lo vive come una minaccia e trema ogni volta che lei lo nomina. Gli uomini sognano di essere primi e unici amanti della donna che amano. Le donne dicono che l’ultimo canta vittoria. La mia saggia mamma ritiene che nessuno può essere certo di essere il primo e questo vale anche per l’ultimo.
Mi piace andare a correre tutte le mattine perché mitiga la tristezza. Quando sogno una certa ragazza lo so, anche se non lo ricordo. Me lo dice la sensazione di vuoto nel petto. Correre aiuta, per questo al mattino presto c’è tanta gente che corre.
Presentazione del personaggio V (del film V per vendetta, con tutte queste iniziali si rischia la confusione!
)! Bellissimo il “ma sei pazzo?” alla fine!
Evey: Chi sei?
V: Chi?… “Chi” è soltanto la forma conseguente alla funzione, ma ciò che sono è un uomo in maschera.
Evey: Ah, questo lo vedo!
V: Certo. Non metto in dubbio le tue capacità di osservazione. Sto semplicemente sottolineando il paradosso costituito dal chiedere a un uomo mascherato chi egli sia.
In questa notte estremamente fausta permettimi dunque in luogo del più consueto nomignolo di accennare al carattere di questa Dramatis Persona.
Voilà. Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato. Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà. L’unico Verdetto è Vendicarsi… Vendetta… E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.
Domani pomeriggio caffè con V, sempre che non dia buca! Intanto mi rendo conto che la mia psiche è piuttosto subdola! Proprio ieri mi è capitata di leggere questa citazione di un tal Hjalmar Soderberg:
Vogliamo essere amati.
In mancanza di ciò, ammirati
in mancanza di ciò, temuti
In mancanza di ciò, odiati e disprezzati.
Vogliamo suscitare negli altri qualche sorta di emozione.
L’anima trema davanti al vuoto e ha bisogno
di un contatto a ogni costo.
Mi sento un inesperto equilibrista tra la volpe che non riesce a prendere l’uva ed il solitario amante disilluso! Non riesco a ben spiegare ciò che sento, perché non si tratta propriamente né di emozioni né di sentimenti! Sento fluire l’Yin, ovvero questo diario, paure, ansie, voglia di affetto, appetito sessuale, voglia di sfogarsi, di parlare senza remore; sento lo Yang, la mia vita reale, i miei amici, i miei affetti, le serate, i sorrisi, un mondo sconosciuto a queste pagine!
Domani caffè con V dicevo, e fondamentalmente mi si presenterà un bivio: provarci con lei oppure uscire come farei con un’amica! Io ricordo ancora limpidamente cos’è che provavo a camminare mano nella mano con lei: appagamento, felicità, gloria, soddisfazione! Inoltre sento sempre vivo il desiderio sessuale verso di lei, e probabilmente è il testosterone a rendere più annebbiati i miei pensieri! Poi c’è l’incipit del post: io voglio la sua attenzione, e questa infantile richiesta si traduce in un continuo bilico di emozioni! Una volta ottenuta, cosa diventerà V per me?
Mi sento dannatamente immaturo, non riesco a tenere a bada i miei pensieri ed odio la voglia di sesso che mi fa sentire vicino ad una scimmia ed incide pesantemente in questi dubbi.
Le loro canzoni nel complesso sono molto elementari e per lo più seguono il solito schema del “maschietto che incontra una femminuccia sotto una luna argentea, la quale poi esplode per ragioni non sufficientemente chiarite”.
(Douglas Adams, Ristorante al termine dell’Universo)
Si, troppo spesso il romanticismo è sinonimo di scontataggine! Quindi ora esco e niente V per la testa! Anche se l’affermazione è decisamente un bluff! ^_^’
Oggi giornata ozio, e per chiuderla con stile mi son finalmente deciso a guardare La tigre e la neve! Che la critica dica ciò che vuole: a me è piaciuto seriamente! Scorrevole, riflessivo, divertente, romantico, … le ha tutte! Bella l’ambientazione adulta (guerra in Iraq), l’eccentricità di alcune uscite (il matrimonio, il circo, oppure la scena finale con la tigre e la neve), la poesia come base per amalgamare tutto e, ultime ma non ultime, le parole di Benigni!
A tal proposito riporto questo discorso del protagonista, Attilio, quando decide di continuare a lottare nonostante l’altezza dell’ostacolo:
Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto… ma tanto… lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto… portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo… la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine… le zucchine…
Come anche la più felice:
Come sono belle le donne quando decidono di fare l’amore fra poco.
Appena finito di leggere il giovane Holden! Giacché ho un blog ho deciso or ora di utilizzarlo per qualche piccolo (e sporadico) appunto di letteratura!
Direi che ha un buon incipit ed una bella conclusione, inoltre tra le righe c’è una aforisma che mi è piaciuto:
Cio’ che distingue l’uomo immaturo e’ che vuole morire nobilmente per una causa, mentre cio’ che distingue l’uomo maturo e’ che vuole umilmente vivere per essa.
(Wilhelm Stekel, medico e psicologo austriaco)
Di seguito invece l’incipit e l’explicit, a me è piaciuto molto il modo disilluso con cui si pone!
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Tutto è possibile,l’impossibile richiede solo più Jack.
(PP fuori dal pub)
Note a margine: copiata spudoratamente da tutto è possibile,l’impossibile richiede solo più tempo, frase tratta dal libro Crypto di Dan Brown. Peccato che i miei amici non lo sapessero ed io ho potuto fare lo spocchioso in scioltezza!
(Ecco, se ci fosse stata V mi avrebbe sgamato subito!)
C’era a fianco del pozzo un vecchio muro di pietra in rovina. Quando ritornai dal mio lavoro l’indomani sera, vidi da lontano il mio piccolo principe che era seduto la sopra, le gambe penzoloni. Lo udii che parlava.
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