Ebbene oggi, sotto un caldo antipaticamente appiccicaticcio, ho deciso di andare a sfoltire la siepe arruffata che stavo con tanta svogliatezza crescendo! Peccato però che non sia disponibile il mio barbiere di fiducia … E mi sia quindi toccato andare da un parrucchiere!

Avete presente lo sguardo perso e timidamente curioso di quando vi accorgete di aver smarrito di brutto la via? Ecco, io, abituato ad una stanzetta con una sedia ed uno specchio, mi son trovato immerso in un salone, con un soprabito usa-e-getta bianco tipo malato in psicoanalisi, luci stroboscopiche ed impiegati fighetti yéyé che dispensano a tutti sorrisi frutto di non so quale malriuscita paresi!

Terminata l’attesa e pronto per l’operazione (oh, simil-camice celo, faccia da malaticcio celo, stanchezza celo, potrei tranquillamente passare per un paziente del CIM!) l’apice si è avuto alla domanda: “come li facciamo?”! Nella mia ingenuità ho risposto: “Accorciati!”! … … MALE! MOLTO MALE! Ha iniziato a presentarmi una serie di opzioni per essere all’ultimo grido e veramente in, roba high fashion e very glamour insomma! Però, una volta tanto devo ringraziare il mio cervello: mai uno sguardo perso & assente tornò più utile (grazie, esperienza universitaria! :P )! Avendo quindi capito la situazione la parrucchiera si è accontentata di un modesto taglio semplice semplice, lasciandomi libero in poco tempo e ancor meno convenevoli! ^_^