16/08/09
C’era una volta, fino a pochi anni fa, una comitiva che si riuniva solo l’estate in una piccola località marina, era composta da gente proveniente un po’ da tutta Italia e di un po’ tutte le età.
Questa comitiva era vasta e variopinta, alle grandi adunate si superavano tranquillamente le trenta persone e, nonostante il numero, non mancavano né l’unità né l’organizzazione. La mattina si stava assieme in spiaggia, avevamo un angolo nostro dove incontrare sempre qualcuno, la sera ci si muoveva in branco, dopo il raduno iniziale la serata era garantita. Il luogo non aveva importanza, anche un muretto sperduto andava bene, si stava assieme e le risate non mancavano mai.
Un anno prendemmo possesso di buona parte dei gradoni della piazza principale, fu l’anno delle risate all’oscurità di un timido lampioncino.
Il successivo ci spostammo nell’appartato reticolo di villette adiacenti la piazza, non davamo fastidio a nessuno (tranne forse per quel vizietto di citofonare e scappare), avevamo comodi muretti e curati praticelli inglesi, fu l’anno del bivacco e dei primi fumatori.
Passammo poi a colonizzare un muretto dietro ad un mini market aperto la notte e con una cabina telefonica così all’avanguardia che poteva anche inviare messaggi, fu l’anno delle birre e degli scherzi telefonici.
Il passo successivo fu il lungomare, fioche luci a coprire la via, comode panchine da cui ammirare i pallidi raggi lunari riflettersi nel mare, saluti a profusione con le persone al passeggio ed il paninaro a pochi metri, fu l’anno dei legami (e della fortuna del paninaro).
Dopo questo rigoglio durato anni iniziò un lento declino: innumerevoli si persero dopo aver trovato la propria metà, altri iniziarono a progettare vacanze anche altrove, le università ed il lavoro tagliarono via i mesi di giugno e luglio a tutti, ci fu chi litigò e non si fece più sentire, chi sparì senza motivo, chi si presentava alla bisogna, insomma, ci si ridusse all’osso.
Ora quella comitiva non esiste più, noi rimanenti (io ed altri miei coetanei, oramai, anche se è sparita quello spirito d’unità e l’organizzazione che tanto ci fregiava) ci siamo uniti ad un’altra con cui trascorro anche le vacanze invernali, ma rimaniamo pur sempre i nuovi arrivati e ci manca l’affiatamento che potevo sentire prima.
Tutto qui, nostalgia dei tempi andati e malinconia della felicità che respiravo e della spensieratezza di quegli anni.
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